Lauda de la morte ch'avanza
Dal comunicato stampa:
C’è un momento in cui il memento mori medievale smette di terrorizzare e diventa un sofisticato enigma digitale. Quel momento ha una data precisa: il 21 giugno 2026, giorno in cui il musicista e saggista cuneese Daniele Trucco ha pubblicato ufficialmente il suo nuovo EP, intitolato Lauda de la morte ch’avanza.
Non aspettatevi solamente un’operazione di rigida filologia o un noioso saggio accademico in musica. Il progetto si presenta fin dalle premesse come un affascinante falso storico, un cortocircuito postmoderno ideato per ingannare l'ascoltatore attraverso il gioco raffinato dell’antifrasi e dell'ironia.
C'è un elemento di assoluto artigianato tecnologico dietro questo prodotto. L'intero EP è stato interamente concepito e registrato tra le mura di casa, con testo, musica e arrangiamenti firmati da Daniele Trucco. Anche sul fronte esecutivo non ci sono collaboratori: tutti gli strumenti che si muovono nel brano — acustici, percussivi ed elettronici — sono suonati ed eseguiti dall'autore stesso.
L'operazione si sviluppa su due binari volutamente stridenti. Da un lato c'è il testo, scritto con una terminologia arcaizzante che mima con scientifica precisione i tòpoi poetici e la rigidità linguistica dei laudari confraternali dell’Umbria e della Toscana del Tre e Quattrocento. Versi come "Morte t’agguata e lei sa che presto verrà" o "Ria Signora t’attendo: sii presta!" evocano immediatamente la penitenza, lo smantellamento delle illusioni terrene e l’incombenza del giudizio finale.
Dall'altro lato, però, risiede il vero e proprio inganno estetico, ovvero l'architettura sonora. Trucco rinuncia a liuti, ribeche o strumenti d'epoca per affidarsi a una sezione ritmica per nulla tradizionale (cajon, claves, maracas), sulla quale innesta una melodica e, soprattutto, un massiccio uso di elettronica moderna. Sintetizzatori, textures sintetiche e manipolazioni digitali del suono si fondono con la declamazione pseudo-trecentesca, creando un contrasto anacronistico e spiazzante.
"La Lauda de la morte ch’avanza è, ovviamente, un falso. È una maschera antica applicata al corpo della tecnologia contemporanea. Il rigore spaventoso dello scongiuro medievale alla morte viene così decostruito da un gioco intellettuale che ne evidenzia l’artificio."
Questo tipo di dissacrazione e l'uso dell'Intelligenza Artificiale applicata ai classici non sono affatto nuovi nella produzione recente dell'autore. Proprio in questo 2026, Trucco ha firmato il saggio Musica, musiche e dissonanze nel Don Giovanni (all'interno del volume collettivo Don Giovanni. Una storia straordinaria, Zecchini Editore), in cui analizza i contrasti dinamici e i dualismi dell'Ouverture mozartiana, in bilico tra il realismo tenebroso della morte e l'intreccio galante del dramma giocoso.
Parallelamente alla scrittura accademica, Trucco ha tradotto queste riflessioni in un esperimento sonoro e visivo speculare a quello della Lauda: un arrangiamento volutamente giocoso e scherzoso della stessa Ouverture del Don Giovanni, utilizzato come colonna sonora per un video generato dall'AI. Anche in quel caso, l'operazione poggiava su un ironico sdoppiamento linguistico e concettuale, con i personaggi storici rivisitati in chiave antifrastica: Don Giovanni trasformato in "Don't Joe Van in" e il Commendatore in "Come and act or...".
Chi segue il percorso artistico del musicista ritroverà la stessa impronta metodologica già vista in lavori passati registrati interamente in casa. Basti pensare a Math Music (l'album di brani originali composti seguendo rigide norme matematiche e geometriche) o a Pr1me Numbers, un EP interamente focalizzato sulle suggestioni dei numeri primi. Se in passato la sua ricerca solitaria si era spinta verso i territori della scienza (i lavori ispirati all'I Ching) o della pura letteratura (Su Dante, Vol. 1), oggi si concentra sulla decostruzione digitale del passato.
A completare il gioco ironico dell'EP, il brano è accompagnato da una serie di video generati dall’intelligenza artificiale che riproducono una danza macabra in stile xilografico, in cui compare l'autore stesso e in cui le sue iniziali "D.T." campeggiano sulla corona di una morte intenta a suonare un organo portativo.
L'unico modo rimasto all'uomo contemporaneo per confrontarsi con l'antico terrore della fine è, a quanto pare, trasformarlo in un algoritmo digitale.
Morte s’avanza. La morte danza. La morte s’avanza.
Se della gioia è rigonfia tua vita
non abundare coi novi piaceri.
Morte t’agguata e lei sa che presto verrà.
Fama risplende e riluce tua gloria,
danno allegranza li balli e i denari.
Tempo non dura e perciò la morte verrà.
Se Amor t’ha imposto a madonna servire
godi li giorni de’ dolci penseri;
fuggirà la sua beltà: poi morte verrà.
Ria Signora t’attendo: sii presta!
Vieni a battaglia con l’anima mia:
lo sole omai sen girà e ‘l frutto morrà.
Passan grandezze di laudi e (d) i regni,
passa fuggendo ogni cosa e si solve,
l’ora che morte verrà triumferà;
giunge la morte e già sa che triumferà.
non abundare coi novi piaceri.
Morte t’agguata e lei sa che presto verrà.
Fama risplende e riluce tua gloria,
danno allegranza li balli e i denari.
Tempo non dura e perciò la morte verrà.
Se Amor t’ha imposto a madonna servire
godi li giorni de’ dolci penseri;
fuggirà la sua beltà: poi morte verrà.
Ria Signora t’attendo: sii presta!
Vieni a battaglia con l’anima mia:
lo sole omai sen girà e ‘l frutto morrà.
Passan grandezze di laudi e (d) i regni,
passa fuggendo ogni cosa e si solve,
l’ora che morte verrà triumferà;
giunge la morte e già sa che triumferà.




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